Palazzo Clerici – Milano

Cortile d’onore

Si sono recentemente conclusi alcuni significativi interventi di restauri in palazzo Clerici a Milano, sito nell’omonima via al n.5. L’edificio, serrato tra i palazzi dell’antica contrada del Prestino dei Bossi, rappresenta nella città un tipico esempio d’architettura tardo barocca e tuttora, una delle più ricche e fastose dimore private del Settecento, nonostante le perdite e le manomissioni subite nel corso dell’ Ottocento e del Novecento. Attualmente è sede dell’ISPI.

Gli interventi che hanno interessato alcuni tra gli ambienti più rappresentativi del primo piano, nell’ “appartamento nobile verso la corte delle rimesse” che costituiva la residenza del marchese Antonio Giorgio Clerici, sono stati diretti dalla Soprintendenza per i beni arch. e per il paesaggio della Lombardia e dalla Direzione Reg. per i beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia con finanziamenti del Ministero (MIBAC) e dell’ISPI.

I lavori eseguiti hanno contribuito a cercare di “risolvere” alcuni evidenti fenomeni di degrado in corso ed a fornire inedite informazioni di carattere storico-artistico. Ci si è inoltre posti il problema della sicurezza nell’ambiente di lavoro utilizzando materiali con poche o nessuna “controindicazione” garantendo nello stesso tempo un elevato standard qualitativo.

Confronto con il sottoportico del cortile d’onore verso l’ingresso del palazzo – foto archivio Villa

Sala di Ganimede

Nel 2004 è stato realizzato l’intervento di restauro nella sala della Presidenza o di Ganimede caratterizzata dal grande sfarzo esecutivo che è consistito nel recupero degli affreschi e stucchi dorati del pittore cremonese A. Borroni (1684-1772) e scuola del Castellino così come nel restauro conservativo delle porte e degli antoni lignei coevi, con motivi decorativi in oro zecchino.

Il cantiere si è concluso con la riproposizione della tappezzeria originale di seta, operazione quest’ultima possibile per il fortunato ma non fortuito ritrovamento di frammenti del rivestimento originale al di sotto della tappezzeria di stoffa del tipo bourette posta nel corso degli interventi degli anni ’70. . A seguito della rimozione della tappezzeria esistente di colore giallo, che scendeva fino a terra, sono apparse tracce di pittura nella fascia bassa della stanza e di disegno preparatorio per affreschi sulla parete a nord –ovest tra le due finestre.

Boudoir

Nel 2006 è stato condotto un secondo intervento diretto dalla Soprintendenza per i beni arch. e per il paesaggio della Lombardia e dalla Direzione Reg. per i beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia con finanziamenti del Ministero (MIBAC) nel piccolo ambiente chiamato “gabinetto cinese” negli inventari del 1771, “gabinetto magnificamente fornito” all’epoca dell’insediamento dei Granduca d’Austria fra il 1771-8 o attualmente con il fantasioso nome di “boudoir di Maria Teresa d’Austria”.

Il piccolo vano risulta squisitamente decorato con marmi in scagliola, intagli dorati raffiguranti immagini allegoriche e divinità, stucchi in oro in volta che rimandano alle cineserie in auge nella seconda metà del ‘700 e che possono essere attribuiti a Giuseppe Cavanna e bottega per similitudine con gli stucchi della galleria del Tiepolo.

Allegati:

Intervento al VI congresso Nazionale IGIIC – Lo stato dell’arte, Spoleto, 2008: relazione_interventi_boudoir_palazzo_clerici.pdf (4,4 MB)

Sala dei venti o dell’acqua

Nel 2008 si è intervenuti sulla volta della stanza, chiamata Sala dei venti affrescata da Mattia Bortoloni (1696-1750) e dal quadraturista Francesco Palazzi Riva e così denominata per la raffigurazione delle allegorie di Eolo, Aura e Zefiro.

Il Bortoloni affiancò il Tiepolo a Palazzo Clerici per poi sostituirglisi quando il maestro lasciò per sempre Milano, nel 1740…..

Tavole_tematiche_sala_dei_venti.pdf (612 KB)

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