Presentazione del lavoro: “S. Maria di Monte Oliveto a Baggio: un’abbazia olivetana il Lombardia” nell’ambito del IV Congresso Nazionale IGIIC “lo Stato dell’Arte 4” tenutosi presso S. Maria della Scala a Siena dal 28 al 30 settembre 2006.
Gli edifici denominati “Cascina-Monastero di S. Maria di Baggio”, attualmente sede del Consiglio di zona 7 del Comune di Milano e del comando dei vigili sono ciò che resta del Cenobio di Baggio, fondato da Balzarono Posterla, genero di Matteo Visconti nell’ anno 1400. Lo storico olivetano M. Belforti nella Cronologia brevis del 1720 scrive che il gentiluomo milanese, al ritorno da una missione politica in Toscana, dopo aver visitato l’abbazia di Monte Oliveto Maggiore presso Siena, di cui era abate generale il milanese Ippolito di Giacomo, decise di introdurre tale ordine nel milanese e di far costruire a proprie spese una chiesa ed un monastero a Baggio, nella pieve di Cesano su terreni della famiglia. Successivamente Balzarino da Pusterla nominerà con testamento redatto nel 1407 gli Olivetani suoi eredi universali affinché con le rendite terminassero la costruzione del monastero. Il complesso all’origine era costituito da un laboratorio,una foresteria, il refettorio, la cappella, una scala che portava al dormitorio del piano superiore, successivamente si sviluppò su due chiostri di forma rettangolare con un doppio ordine di portici ed imponente corpo di spina centrale secondo una tipologia ricorrente nel ‘400 milanese.. Tra il 1571 ed il 1576, fu abate Giovanni Battista che organizzò una consistente biblioteca di cui pochi manoscritti sono giunti all’Ambrosiana. Soppresso nel 1773-76, il Monastero divenne una privata cascina rurale e decadde molto rapidamente. Salvato dalla completa distruzione con l’acquisto del Comune di Milano nel 1960 fu sottoposto ad intervento di recupero nel 1979. Oggi rimane il corpo centrale, una parte dell’ex refettorio, un lato con il doppio porticato; malgrado le numerose mutilazioni il complesso risulta ancora molto interessante. Dal 2002/2003 la Soprintendenza ai beni A.A. e per il Paesaggio di Milano con fondi del programma ordinario del sup. Ministero per i beni e le Attività culturali, ha iniziato il restauro degli ambienti al primo piano al fine di scongiurare la perdita degli apparati decorativi ivi conservati. Nella seconda metà del 2005 si è proceduto, sempre con fondi ministeriali, al recupero dell’ambiente attualmente più significativo: la cosiddetta “Sala del Cerimoniale” attraverso il restauro dei dipinti del XV e XVI secolo, il ripristino della pavimentazione in cotto, l’eliminazione del ribassamento in cartongesso che nascondeva gli affreschi a palinsesto più antichi ed una nuova illuminazione per valorizzarli. Tutte le informazioni, frutto delle ricerche e degli interventi in cantiere sono state riversate in un denso ipertesto (Cdrom) d’agevole lettura.





