Proseguono le verifiche per il controllo dei fenomeni di cristallizzazione dei sali sui dipinti murali dell’oratorio di S. Bernardo presso l’abbazia di Chiaravalle su incarico della Sopr. per i beni arch. e per il paesaggio di Milano
Tra febbraio 2003 e marzo 2004 e successivamente nel 2007 sono state effettuate approfondite indagini dal Dipartimento di Energetica- Politecnico di Milano nella persona dell’ing. M. Valentini di misurazione del contenuto di sali nelle murature e di verifica delle condizioni microclimatiche nell’ambiente sempre chiuso e poco areato. Le indagini sui fenomeni di degrado correlati alla presenza di acqua nelle murature e alle condizioni microclimatiche interne hanno mostrato che sulle superfici dipinte nell’oratorio sono ancora significativamente attive entrambe le modalità di attacco da parte dell’umidità, sia di risalita sia di condensa; si è potuto altresì verificare che le opere di risanamento a suo tempo condotte si sono rivelate solo parzialmente efficaci e che, di conseguenza, si sono rese necessarie ulteriori e diversi interventi di risanamento della struttura edilizia (quali la formazione di una barriera chimica nelle murature e di un vespaio ventilato, l’installazione di un impianto di riscaldamento ed il ristabilimento di condizioni d´uso costante dell’edificio).
La verifica effettuata sullo stato di conservazione dei dipinti a maggio 2009 e del 16 febbraio 2010, nel corso del sopralluogo con la Soprintendenza per i beni arch. e per il paesaggio di Milano ha evidenziato una complessiva tenuta degli interventi effettuati sui dipinti nel corso degli ultimi restauri, ma il persistere di manifestazioni di degrado nella zona bassa delle pareti fino a 60 cm da terra di media, così come nella zona centrale del dipinto raffigurante Cristo davanti a Pilato in prossimità del neutro centrale ex canna fumaria. Questo degrado si manifesta con la presenza di macchie d’umidità, efflorescenze biancastre filamentose, depositi salini, cripto efflorescenze, patine biancastre. Il degrado risulta solo parzialmente a carico della pellicola pittorica dei dipinti, ma tende ad ampliare la sua zona d’azione. Da qui la decisione di procede anche quest’anno con operazioni di assorbimento dei fenomeni di cristallizzazione dei sali sui dipinti murali e sugli intonaci e di tenere monitorata la situazione attraverso la stesura di un Piano di Manutenzione Programmata






